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venerdì 11 novembre 2016

"Meraviglie degli Zar. I Romanov e il Palazzo Imperiale di Peterhof" in mostra alla Venaria

Alla Reggia di Venaria fino al 29 gennaio 2017, l'esposizione ripercorre lo splendore di uno dei complessi di palazzi e fontane più sontuosi d'Europa: il Palazzo Imperiale di Peterhof.

Grandi proiezioni, immagini e un centinaio di opere tra dipinti, abiti, porcellane, arazzi ed oggetti preziosi, rievocano una delle più importanti e prestigiose residenze dei Romanov, oggi meta principale del turismo culturale in Russia.

Sito in un grande parco sulle rive del Mar Baltico vicino a San Pietroburgo, il primo palazzo di Peterhof fu costruito da Pietro il Grande (da cui ha origine il nome), al quale si aggiunsero nel corso degli anni altri splendidi edifici e giardini voluti dai successivi sovrani russi, da Caterina la Grande fino a Nicola II.

A cura di Elena Kalnitskaya ed in collaborazione con The Peterhof State Museum-Reserve di San Pietroburgo, il percorso di visita si apre con una presentazione di Peterhof e dei personaggi che lo abitarono, a cominciare dal grande arazzo di Pietro il Grande. 
Una selezione poi di oggetti acquistati dai Romanov durante i loro viaggi in Europa negli spettacolari Gran Tour e di quelli invece commissionati dagli Zar agli artisti e artigiani russi, ricostruiscono lo sfarzo della corte russa ed i rapporti intercorsi nell'arco dei secoli tra i Romanov e i Savoia.


Riferimenti da:

sabato 12 aprile 2014

Kandisky a Vercelli. "L'artista come sciamano"


Fino al 6 luglio, all’Arca di San Marco di Vercelli, la mostra - curata da Eugenia Petrova - che illustra il complesso percorso interiore che lo porterà a scegliere il linguaggio astratto. 
Questa scelta è illustrata dallo stesso Kandisky nel testo pubblicato nel 1911 "Lo Spirituale nell'Arte", in cui sostiene che ''tramite il colore, la forma, la loro combinazione e il ritmo della composizione è possibile esprimere gli stati d'animo e le emozioni provocati sia dal mondo esterno che dai moti profondi dello spirito umano''. 
Le opere esposte (provenienti dalle prestigiose collezioni dell'Ermitage di San Pietroburgo) appartengono prevalentemente agli anni che Kandinsky trascorse fra Monaco e la Russia (tra il 1901 e il 1922) in cui abbandonò per sempre la Russia sovietica per accettare l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus.


Fondamentale per la sua formazione - sostiene la curatrice - è il periodo trascorso in Vologda (in Siberia) dove da etnologo approfondisce la vita, gli usi e l'economia dei "sirieni" (una piccola etnia) cui dedica alcuni articoli scientifici. In questi luoghi Kandinsky incontra anche le antiche ritualità sciamaniche, dalla cui profonda spiritualità viene fortemente colpito.
Un'esperienza che comunque si inserisce perfettamente nella corrente culturale predominante in Russia nel corso dell''800, volta a ricercare le proprie radici nella cultura primitiva e folclorica del mondo contadino.
La profonda convinzione di Kandinsky che sia nella vita che nell'arte l'anima e lo spirituale debbano dominare sulla vita materiale forma dunque la sua percezione del mondo, come testimoniano appunto i capolavori allestiti all'Arca.

RIFERIMENTI DA: 
http://www.arte.it/calendario-arte/vercelli/mostra-wassily-kandinsky-l-artista-come-sciamano-7116

domenica 18 dicembre 2011

Tempi duri

Tempi duri per Putin: a migliaia in piazza oggi chiedono - ancora una volta - che se ne vada a casa.
"Migliaia di persone hanno partecipato ad una manifestazione, organizzata dal Partito Comunista Russo, per contestare i risultati delle elezioni. Tra le 3.000 e le 5.000 persone - secondo testimoni e indicazioni di stampa - hanno partecipato alla protesta, autorizzata dalle autorita', in Piazza del Maneggio, vicino al Cremlino."
Che certe amicizie non portino bene!


Il corsivo è tratto da: ANSA.IT - TOP NEWS