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sabato 2 settembre 2017

Anna Magnani in mostra al Vittoriano

A Roma fino al 22 ottobre, nella Sala Zanardelli del Vittoriano, la mostra "Anna Magnani, la vita e il cinema", un percorso culturale - tra oggetti, fotografie, materiali audio e video inediti - che ripercorre la figura dell’attrice, dai suoi esordi nel teatro e nella rivista fino ai successi di Cinecittà e di Hollywood.
L’esposizione è curata da Mario Sesti, regista, giornalista e critico cinematografico, che, per l’occasione, si avvale della collaborazione della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e dell'Istituto Luce, che hanno messo a disposizione i loro archivi fotografici.
La mostra ripercorre, da una parte, la filmografia dell'attrice di "Roma città aperta" e "Bellissima" con la ristampa digitale di foto tratte da pellicola o da set, dall'altra, mappa la sua presenza nella vita sociale e culturale dell' epoca con un vasto materiale di foto di cronaca in parte inedite.
Il Vittoriano, che dedica i suoi spazi alle più significative personalità dell'Italia contemporanea, ha scelto la Magnani come volto simbolico del racconto del vissuto quotidiano, e spesso drammatico, della liberazione dal fascismo e della lotta per la modernità. 
“Questa mostra – spiega il curatore Sesti – che disegna la densità di una biografia e del suo riflesso nel Cinema (e viceversa) intende innanzitutto raccontare (anche a chi per età non abbia visto i suoi film) come la Magnani abbia saputo costruire e offrire lo spessore di una soggettività femminile capace di connettere un abisso antico e recente di dolore con il sogno inesauribile di felicità e cambiamento”. 

L'esposizione include la proiezione di un documentario delle Teche Rai e una compilation delle più belle scene dei suoi film, oltre ad un'edizione originale di cinegiornali dell' Istituto Luce appositamente realizzata.


Riferimenti da:

lunedì 10 luglio 2017

Visitare Trieste - Cosa vedere

 
Trieste - definita spesso città mitteleuropea - deve alla sua posizione ed alla sua storia il suo carattere multiculturale. 
E' una città di mare, di confine. Ma anche elegante e riservata. Questo aspetto contraddittorio è racchiuso in quella "scontrosa grazia" così ben descritta da Umberto Saba nella poesia a lei dedicata.
Trieste offre davvero tanto.
La magnifica piazza dell’Unità d’Italia - una delle più grandi piazze d’Europa ad affacciarsi sul mare - con il Molo Audace ed con i suoi palazzi in stile neoclassico e viennese: il palazzo del Governo (ex palazzo della Luogotenenza austriaca e ora sede della Prefettura) splendido per la sua balconata rivestita di mosaici in vetro di Murano e pietra bianca; il Palazzo Stratti col suo storico caffè degli Specchi; il Municipio (sovrastato dalla torre campanaria) e la fontana dei Continenti; l'ex palazzo Pitteri, oggi sede della Regione.
Non mancano le testimonianze storiche di epoca più antica, come l'Arco di Riccardo (I sec.  d.C.) ed il Teatro romano (II sec. d.C.). 
Centro del nucleo storico della città è la trecentesca Cattedrale di San Giusto, con i suoi mosaici, lo splendido rosone gotico e il campanile. Poco distante si trova la fortezza-museo del Castello di San Giusto.
Notevole è la chiesa della comunità serbo-ortodossa, il tempio della Santissima Trinità e di San Spiridione
Piccolo, ma molto interessante il Museo dedicato a James Joyce ed Italo Svevo.
Imperdibile il Castello di Miramare (ed il circostante Parco) ideato e costruito per volere dell'arciduca d'Austria Massimiliano d'Asburgo-Lorena (poi imperatore del Messico), per farne la residenza da condividere con la moglie Carlotta del Belgio.


Il castello presenta ancora gli arredi originali ed è una testimonianza della storia (se si vuole romantica ed un po' triste) dei proprietari.
Una visita meritano anche i caffè storici, locali dal fascino retrò frequentati in passato da poeti e scrittori quali James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba ed autentico simbolo (ancora attualissimo) della passione triestina per il caffè. 

foto by Mayflower014

martedì 20 giugno 2017

21 giugno: Giornata Internazionale dello Yoga

Il 21 giugno in tutto il mondo si celebra la Giornata internazionale dello Yoga
La disciplina, nata in India tra il VI e il V secolo avanti Cristo, è praticata oggi da milioni di persone in tutto il mondo.
La giornata si deve alla richiesta del premier indiano Narendra Modi - durante il suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 27 settembre 2014 - di istituire una giornata internazionale dedicata allo Yoga:

" ... La pratica dello Yoga incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, moderazione e appagamento, armonia tra uomo e natura, e l’unione tra il singolo individuo e l’infinito. Lo yoga non riguarda solo fare esercizio fisico, ma ci permette di scoprire noi stessi ed il fatto che siamo un tutt’uno con la natura e con il mondo".

La scelta della data non è casuale: oltre ad essere il solstizio d'estate è anche Dakshinayana, cioè una porta che si apre verso la seconda metà dell’anno (periodo che è particolarmente favorevole per porre i propri intenti e nel quale si riceve un supporto naturale in termini di purificazione).
Nel 2015 a New Delhi - in occasione di quella che può essere considerata la prima edizione - si è tenuta una lezione da record: 35.985 persone (tra cui lo stesso Narendra Modi) di 84 nazionalità hanno eseguito 21 asanas (posizioni yoga) per 35 minuti.

Il 2 dicembre 2016 l'UNESCO ha proclamato lo Yoga "Patrimonio dell'umanità".

giovedì 15 giugno 2017

Anche a Trieste il "Bloomsday" 2017

Il 16 giugno si celebra il Bloomsday, il giorno dedicato allo scrittore irlandese James Joyce ed alla sua opera più famosa, l’Ulisse.
Il romanzo segue la vita e il pensiero di Leopold Bloom (e una miriade di altri personaggi) dalle 8.00 del 16 giugno 1904, fino alle prime ore del mattino seguente.
Ogni anno il Bloomsday viene festeggiato a Dublino – città dove è ambientato l’Ulisse – con letture pubbliche, spettacoli e rievocando gli eventi e le peregrinazioni descritte nel romanzo.
Diverse città celebrano il Bloomsday: New York, Mosca, Parigi, Londra, Melbourne, Shanghai, e tante altre.
Anche Trieste (città che Joyce chiamò “mia seconda patria”) festeggerà mettendo al centro della manifestazione uno dei 18 episodi di cui è composto l’Ulisse: il diciassettesimo e penultimo, Itaca.

Riferimenti:

lunedì 5 giugno 2017

New York City Tour

New York. Incredibile, bellissima e grande. Tanto grande.
Tante le cose che colpiscono e non sono solo architetture e luoghi, ma anche suoni.
Per vedere tutto quello che di interessante può offrire, spesso non basta il tempo di cui solitamente dispone chi riesce a farci una vacanza. Ma anche se breve, un piccolo tour non guasta mai!

   
Il primo insediamento europeo risale al 1613, quando i colonizzatori olandesi fondarono un insediamento per il commercio delle pellicce nella zona meridionale dell'isola di Manhattan (che venne acquistata per 24 dollari).

La città ha diversi edifici architettonicamente degni di nota, disegnati in una vasta gamma di stili e progettati in tempi che vanno dal 1656 fino al moderno One World Trade Center (il grattacielo costruito a Ground Zero a Lower Manhattan).

venerdì 12 maggio 2017

Gospel in New York

In un viaggio a New York tra i tanti tour che solitamente vengono proposti quello ad Harlem "con Messa Gospel" è sicuramente un'esperienza unica.
Il gospel viene eseguito nelle chiese battiste del quartiere, da quelle più grandi e famose a quelle poco conosciute ma sempre suggestive: la scelta è ampissima.
Le messe gospel di Harlem sono diventati, con il tempo, una vera e propria attrazione turistica. Non bisogna però mai dimenticare che si sta assistendo ad una funzione religiosa.


Il termine Gospel in inglese significa Parola di Dio. La storia di questo genere è complessa: parte dai canti di lavoro e religiosi degli schiavi e si sviluppa attraverso un paio di secoli di mutamenti sia sociali che culturali. 
Sul finire dell’800 il patrimonio dei canti religiosi afro-americani viene raccolto e riarrangiato, attingendo musicalmente alle nascenti forme del jazz e del blues. E’ da qui che inizia a definirsi "Gospel".

sabato 22 aprile 2017

Giornata della Terra 2017

L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. 
La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone. 
Nei 193 Paesi delle Nazioni Unite i cittadini, attraverso 22mila organizzazioni, partecipano ogni anno all’Earth Day, il più potente strumento di richiamo alla tutela del Pianeta in tutte le culture e per tutte le generazioni.

Riferimenti:
http://www.earthdayitalia.org/Eventi/L-Earth-Day-in-Italia 

venerdì 7 aprile 2017

Escher in mostra a Catania

"Escher" approda a Catania: oltre 140 opere del genio olandese saranno in mostra a Palazzo della Cultura fino al 17 settembre.
Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938), sono solo alcune delle opere iconiche di Maurits Cornelis Escher (1898-1972) presentate a Catania , città in cui l’artista giunse - l’ultima volta - nel maggio del 1936 nel suo ideale Grand Tour nella penisola.
Alle opere emblematiche e ormai presenti nell'immaginario collettivo, è affiancata un’inedita selezione di opere prodotte da Escher durante i vari soggiorni in Sicilia avvenuti tra il 1928 e il 1936.
Sull'isola Escher produsse numerose opere grafiche ritraendo città e paesi noti, ma ciò che fortemente lo appassionava era la ricerca di luoghi ‘eccentrici’, solitari e sperduti, scorci e suggestioni che, prima fissate nei disegni, poi si trasformavano in incisioni, soprattutto xilografie e litografie: così le colonne e i prospetti degli antichi templi greci della Sicilia occidentale (Tempio di Segesta, Sicilia, 1932); le “cartoline” di litorali come in Catania (1936) dove la città è vista dal porto con barche a vela appena ormeggiate; i chiostri delle più ricche Basiliche (come nel vero e proprio virtuosismo incisorio del Chiostro di Monreale, Sicilia, 1932); le vedute aeree (Cattedrale di Cefalù, 1938). Studia inoltre l’irrompere del disordine della natura realizzando una serie di litografie che hanno per soggetto l’Etna (Colata di lava del 1928 dal monte Etna, 1933) che ritrae da diverse angolature e da visuali di paesi vicini che lo circondano.
Grazie all'audioguida concessa gratuitamente ai visitatori, la mostra offre la possibilità di esplorare mondi simultanei costruiti con elementi percettivi bidimensionali e tridimensionali, assemblati da leggi matematiche e geometriche caratteristiche della sua arte. 
Diverse le metodologie di fruizione come esperimenti scientifici o supporti didattici che accompagnano i visitatori di ogni età aiutandoli a comprendere la dimensione artistica di un artista poliedrico e geniale che ha sempre goduto di enorme popolarità.
A Escher, artista sui generis che amava dire “lo stupore è il sale della terra”, si deve il merito di aver amplificato le possibilità immaginative della grafica e aver donato lo stupore, appunto, a tutti coloro che hanno osservato e osservano la sua opera dove tutto è connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa.

Riferimenti da: 

mercoledì 22 marzo 2017

Giornata mondiale dell'acqua

La Giornata Mondiale dell'Acqua - World Water Day - è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, prevista all'interno delle direttive dell'Agenda 21, risultato della conferenza mondiale sul clima tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.
Il 22 marzo di ogni anno gli Stati che siedono all'interno dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono invitati alla promozione dell'acqua promuovendo attività concrete nei loro rispettivi Paesi.
Dal 2005 anche una serie di Organizzazioni Non Governative hanno utilizzato tale giornata come momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla critica questione dell'acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici.
Ogni tre anni, a partire dal 1997, il World Water Council convoca un World Water Forum (Forum sull’acqua) per raccogliere i contributi e dibattere intorno agli attuali problemi locali, regionali e globali, problemi che non possono essere risolti senza un accordo quadro con obiettivi e strategie comuni.


Riferimenti da:

venerdì 17 marzo 2017

"Manet e la Parigi moderna" in mostra a Milano

La mostra "Manet e la Parigi moderna" - al Palazzo Reale  fino al 2 luglio - intende raccontare il percorso artistico del grande maestro (1832-1883) che, in poco più di due decenni di intensa attività, ha prodotto opere in grado di rivoluzionare il concetto di arte moderna. Una vicenda la sua, che si intreccia a quella di altri celebri artisti (molti tra loro compagni di vita e di lavoro di Manet) frequentatori assieme a lui, di caffè, studi, residenze estive, teatri.
Le opere presenti in mostra arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi: 55 dipinti – di cui 17 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot
Alle opere su tela si aggiungono 10 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e 7 tra maquettes e sculture.

L’esposizione intende celebrare il ruolo centrale di Manet nella pittura moderna, attraverso i vari generi cui l’artista si dedicò: il ritratto, la natura morta, il paesaggio, le donne, Parigi (sua città amatissima) rivoluzionata a metà Ottocento dal nuovo assetto urbanistico attuato dal barone Haussmann e caratterizzata da un nuovo modo di vivere nelle strade, nelle stazioni, nelle Esposizioni universali, nella miriadi di nuovi edifici che ne cambiarono il volto e l’anima.
La mostra è curata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi con le due conservatrici del Museo, Caroline Mathieu (conservatore generale onorario) e Isolde Pludermacher (conservatore del dipartimento di pittura). 


Riferimenti da:

martedì 7 marzo 2017

8 Marzo?

Per favore, non chiamiamola festa!

Giornata Internazionale delle Donne ... International Women's Day


L'8 marzo si terrà una mobilitazione delle donne che coinvolgerà 40 Paesi del mondo. In Italia lo sciopero è stato promosso dalla rete Non una di meno (a cui aderisce anche D.i.Re  Donne in rete contro la violenza): 

"Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo"

Si sciopererà (realmente o simbolicamente) con assemblee, cortei in numerose città, presidi e piazze tematiche, flash mob e proteste sul web (Twitter storm).

Riferimenti da:
https://nonunadimeno.wordpress.com/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/04/8-marzo-2017-sciopero-globale-delle-donne-se-le-nostre-vite-non-valgono-noi-ci-fermiamo/3426468/

mercoledì 1 marzo 2017

Guttuso in mostra negli spazi di Villa Zito a Palermo

Fino al 26 marzo 2017, a Palermo, la mostra "Guttuso. La forza delle cose": 47 nature morte - genere che il maestro ha praticato nell’intero arco della sua attività - che costituiscono, dalla fine degli anni Trenta, una componente essenziale della sua produzione: l'artista indaga ossessivamente una serie di oggetti che si animano nelle tele e che diventano i protagonisti indiscussi delle opere grazie alla straordinaria forza espressiva e alla potenza cromatica.
Le opere esposte - che provengono da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private – offrono al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano, studiando la forza delle cose rappresentata nelle opere.
Il percorso della mostra è arricchito da fotografie – in parte inedite – concesse dagli Archivi Guttuso e da frammenti video messi a disposizione da Rai Teche che raccontano la vita, intima e pubblica, dell’artista mostrando anche i luoghi del suo lavoro e delle sue relazioni con importanti scrittori come Moravia, Vittorini, Saba e Levi, scultori come Manzù e Moore, poeti come Pasolini e Neruda, registi come De Sica e Visconti, musicisti come Nono e artisti come Picasso; rapporti che influenzeranno i suoi lavori e ispireranno non solo dipinti, ma anche illustrazioni per libri, scenografie teatrali, collaborazioni cinematografiche, sodalizi letterari e politici.


Riferimenti da:

sabato 25 febbraio 2017

Keit Haring. Mostra al Palazzo Reale di Milano

 
In mostra fino al 18 giugno 2017, l’esposizione "Keith Haring. About Art" presenta 110 opere (molte di dimensioni monumentali) alcune delle quali inedite o mai esposte in Italia.
Keit Haring è considerato uno dei più importanti autori della seconda metà del Novecento e la sua arte percepita come espressione di una controcultura socialmente e politicamente impegnata su temi propri del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. Haring ha partecipato di un sentire collettivo diventando l’icona di artista-attivista globale.
La lettura retrospettiva della sua opera è corretta se vista anche alla luce della storia delle arti che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro, assimilandola fino a integrarla nei suoi dipinti e costruendo in questo modo la parte più significativa della sua ricerca estetica.
Le opere dell’artista americano si affiancano a quelle di autori di epoche diverse - a cui Haring si è ispirato e che ha reinterpretato con il suo stile unico e inconfondibile - in una sintesi narrativa di archetipi della tradizione classica, di arte tribale ed etnografica, di immaginario gotico o di cartoonism, di linguaggi del suo secolo e di escursioni nel futuro con l’impiego del computer in alcune sue ultime sperimentazioni. Tra queste, s’incontrano quelle realizzate da Jackson Pollock, Jean Dubuffet, Paul Klee per il Novecento, ma anche i calchi della Colonna Traiana, le maschere delle culture del Pacifico, i dipinti del Rinascimento italiano e altre.
La mostra è ordinata in un allestimento emozionante e al contempo denso di rimandi al contesto in cui la breve ed esplosiva vita di Haring gli consentì di esprimersi come una delle personalità più riconosciute dell’arte americana del dopoguerra.


Riferimenti da: Palazzo reale - Comunicato Stampa

domenica 19 febbraio 2017

A Pompei "Il corpo del reato". Mostra all'Antiquarium degli scavi.

Fino al 27 agosto, all'Antiquarium di Pompei, un inedito “bottino” di oggetti sequestrati a partire dagli anni ’60 ed ora svincolati e resi disponibili al pubblico: circa 170 reperti (ceramiche, crateri, statue, depositi votivi, falsi archeologici ecc.) dal VI secolo, all'età romana.
Il Corpo del reato” è una testimonianza della grande razzia subita dal patrimonio culturale italiano. Una lunga e massiccia stagione di saccheggio a cui le Forze dell’Ordine hanno posto un freno con un’importante azione di salvaguardia arrivando a sequestrare oltre 800 mila reperti, una cifra che dobbiamo immaginare comunque inferiore rispetto alla quantità di opere depredate nel tempo.
Una parte dell'esposizione è dedicata ai "falsi". Le prime descrizioni dei tanti trucchi con i quali i falsari riuscivano a gabbare l’ingenuità dei compratori risalgono all’antichità: lo scrittore Fedro, a proposito dei falsi d’arte, denunciò che "alcuni artisti suoi contemporanei (nella prima metà del I sec. d.C.) ottenevano guadagni più alti per le loro opere se sul marmo scolpivano il nome di Prassitele e sull’argento cesellato quello di Mirone".
Ultimamente si è calcolato che per circa due terzi, i reperti archeologici messi sul mercato dai trafficanti, sono falsi.

Riferimenti da: Soprintendenza Pompei - Comunicato Stampa  

Visita a Saragozza


Saragozza è una delle grandi città monumentali della Spagna e rispecchia il susseguirsi di civiltà diverse.      
Colonia romana (con il nome di Caesaraugusta) di cui restano diverse testimonianze, diventa un importante centro con gli Arabi, (che la chiamano Saraquṣta). Conquistata da Alfonso I d’Aragona divenne il centro della vita politica dello Stato aragonese-catalano. Oggi è il capoluogo dell’Aragona. 

Tra le principali attrattive:
La Cattedrale del Salvador racchiude una mescolanza di stili - dal gotico al mudejar, al barocco - che la rende una delle più importanti ed affascinanti strutture architettoniche da visitare. Al suo interno anche il Museo Capitolare e il Museo degli Arazzi.
La Basilica di Nuestra Señora del Pilar, uno dei luoghi di culto più importanti della Spagna. Nella sua struttura barocca custodisce importanti opere, tra le quali spicca l’affresco di Francisco Goya che decora la volta e la cupola.
Palazzo dell’Aljafería, una delle più grandi testimonianze lasciate dall’architettura musulmana. In essa si sono incastonate tutte le modifiche apportate nel corso dei secoli.
Museo di Saragozza è stato sede dell’Esposizione Universale Ispano-Francese del 1908.
La Lonja, nasce dall'idea di uno spazio in cui i mercanti potessero svolgere le loro attività. Ha come particolarità che la divisione esterna dei piani, non corrisponde all’organizzazione dello spazio interno, dato da un unico salone con navate separate da colonne e stupende volte stellate.
Il Museo Goya, allestito all'interno della casa di Jerónimo Cósida (un edificio rinascimentale del XVI secolo) custodisce più di 800 opere.

domenica 12 febbraio 2017

Flamenco a Siviglia

  

L'Andalusia è la terra per eccellenza del flamenco: Jerez de la Frontera , Cadice e Triana (un quartiere di Siviglia ) sono alcuni dei punti di riferimento in cui il genere è nato. In questa regione si trovano itinerari tematici che portano a percorrere le mete più tradizionali ed i siti dove sono cresciute le sue leggende. 

Il flamenco è un'arte che integra la danza, il canto e la musica per chitarra. E' il risultato di un mix culturale: elementi gitani, arabi, cristiani ed ebraici si mescolano con gli elementi tradizionali andalusi.  
Noto per la sua grande intensità emotiva, il flamenco si distingue per i suoi movimenti aggraziati. Oggi è apprezzato e praticato in tutto il mondo.
Nel 2010 l'UNESCO ha dichiarato il flamenco patrimonio culturale immateriale.

mercoledì 8 febbraio 2017

Leonardo e il Volo. Il Codice originale ed un’esperienza in 3D a Roma

 
Per la prima volta a Roma - ai Musei Capitolini fino al 17 aprile 2017 - il “Codice sul volo degli uccelli”, il manoscritto dove Leonardo scrisse e illustrò i suoi studi sul volo, elaborando una vera e propria scienza, attraverso la quale progettò le sue macchine volanti.
Il codice leonardesco è composto da 18 carte e due copertine. Oltre alle osservazioni sul volo degli uccelli, le sue pagine contengono spiegazioni su come coniare medaglie e preparare i colori. Le pagine scritte sono accompagnate da un insieme di accurati disegni: volatili (il nibbio è l’uccello più rappresentato), figure geometriche, disegni meccanici e architettonici.
Il Codice è esposto in un clima box appositamente realizzato che, mantenendo la corretta conservazione, consente tuttavia ai visitatori di ammirarlo nella sua completezza. Le apparecchiature multimediali touchscreen permettono di “sfogliarlo” e "navigarlo" virtualmente, in alta risoluzione e di “leggerlo” grazie alla trascrizione in italiano e in inglese. Arricchiscono l’esposizione alcune copie anastatiche del Codice (come la preziosa edizione francese di fine Ottocento) provenienti anch’esse dalla Biblioteca Reale di Torino.
L’Istituto TeCIP della Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa, partnership nell'organizzazione della mostra, ha messo a disposizione del pubblico contenuti multimediali appositamente realizzati per l’allestimento e immagini tridimensionali  (3D). Le immagini ad alto impatto emozionale accompagnano il visitatore, come in un viaggio, tra le geniali intuizioni del maestro toscano.
Accompagna l'esposizione anche una installazione dell'Agenzia Spaziale Italiana che ripercorre le maggiori tappe del volo umano e robotico nello spazio.

Curiosità sulle pagine del Codice: alla carta 10V sembra celarsi un autoritratto leonardesco. Fu il giornalista scientifico Piero Angela, in occasione di un’esposizione delle opere di Leonardo alla Reggia della Venaria Reale di Torino, ad evidenziarne la notevole somiglianza con il più famoso Autoritratto. 

Riferimenti da:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_483283038.html