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Visualizzazione post con etichetta Vittoriano. Mostra tutti i post
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mercoledì 26 dicembre 2018

"Pollock e la Scuola di New York" in mostra a Roma

Fino al 24 febbraio 2019 l’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano accoglie uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York: Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e molti altri rappresentati della Scuola di New York irrompono a Roma con tutta l’energia e quel carattere di rottura che fece di loro eterni e indimenticabili “Irascibili”.


Anticonformismo, introspezione psicologica e sperimentazione sono le tre linee guida che accompagnano lo spettatore della mostra "POLLOCK e la Scuola di New York".
Attraverso circa 50 capolavori, colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico: l’espressionismo astratto.
Tra le opere esposte il celebre Number 27, la grande tela di Pollock lunga oltre 3 m. resa iconica dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari.  


L'esposizione prevede visite interattive e laboratori per la scuola infanzia e primaria e visite per la scuola secondaria (al termine del percorso sarà fornito un dossier con gli approfondimenti).
La mostra è  curata da David Breslin, Carrie Springer con Luca Beatrice.
 
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sabato 2 settembre 2017

Anna Magnani in mostra al Vittoriano

A Roma fino al 22 ottobre, nella Sala Zanardelli del Vittoriano, la mostra "Anna Magnani, la vita e il cinema", un percorso culturale - tra oggetti, fotografie, materiali audio e video inediti - che ripercorre la figura dell’attrice, dai suoi esordi nel teatro e nella rivista fino ai successi di Cinecittà e di Hollywood.
L’esposizione è curata da Mario Sesti, regista, giornalista e critico cinematografico, che, per l’occasione, si avvale della collaborazione della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e dell'Istituto Luce, che hanno messo a disposizione i loro archivi fotografici.
La mostra ripercorre, da una parte, la filmografia dell'attrice di "Roma città aperta" e "Bellissima" con la ristampa digitale di foto tratte da pellicola o da set, dall'altra, mappa la sua presenza nella vita sociale e culturale dell' epoca con un vasto materiale di foto di cronaca in parte inedite.
Il Vittoriano, che dedica i suoi spazi alle più significative personalità dell'Italia contemporanea, ha scelto la Magnani come volto simbolico del racconto del vissuto quotidiano, e spesso drammatico, della liberazione dal fascismo e della lotta per la modernità. 
“Questa mostra – spiega il curatore Sesti – che disegna la densità di una biografia e del suo riflesso nel Cinema (e viceversa) intende innanzitutto raccontare (anche a chi per età non abbia visto i suoi film) come la Magnani abbia saputo costruire e offrire lo spessore di una soggettività femminile capace di connettere un abisso antico e recente di dolore con il sogno inesauribile di felicità e cambiamento”. 

L'esposizione include la proiezione di un documentario delle Teche Rai e una compilation delle più belle scene dei suoi film, oltre ad un'edizione originale di cinegiornali dell' Istituto Luce appositamente realizzata.


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domenica 6 luglio 2014

LUCE: l'immaginario italiano in mostra a Roma


A novant'anni dalla fondazione dell'Istituto Luce, il Complesso del Vittoriano ospita dal 4 luglio al 21 settembre la mostra "LUCE-L'immaginario italiano", un viaggio nella memoria visiva dell'Italia lungo il '900, tra filmati, fotografie, documenti, memorie, propagande.
Nato nel 1924 come L.U.C.E. (L'Unione Cinematografica Educativa) con l'intuizione e l'intento di raccontare l'attualità del Paese, della sua società e del mondo attraverso l'ancora nuovo linguaggio delle immagini in movimento, fu ribattezzato con Regio decreto l’anno seguente, Istituto Nazionale Luce.
Dopo 90 anni e una vicenda che ha accompagnato in parallelo e continuità tutta la recente Storia d’Italia, quell'intuizione è diventata oggi la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo e - con un archivio di decine di migliaia di filmati e tre milioni di fotografie - un patrimonio di immagini impareggiabile per quantità e ricchezza di temi. Tanto da meritare nel 2013 l’ingresso (con "Cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale L.U.C.E.") nel Registro Memory of the World dell’UNESCO.


Dal suo esordio il Luce ha divulgato l'immagine degli italiani a loro stessi; grazie ai "cinegiornali" milioni di cittadini (dagli anni '20 in poi) hanno potuto vedere e scoprire per la prima volta città, geografie lontane, popolazioni sconosciute, forme sociali e culturali differenti. La nascita di un'opinione pubblica in Italia passa di qui, insieme all'inevitabile formazione dei "luoghi comuni".
È su questo terreno condiviso ed elementare che il fascismo poté promulgare le sue propagande e il suo controllo. 
Ma anche che il Paese - dopo la fine della guerra - riuscì a testimoniare gli sforzi e la spinta civile della ricostruzione e gli sviluppi di una nuova società democratica e di massa avviata alla modernità.
Ma la mostra racconta anche il rovescio di questa immagine (a volte un po troppo retorica). Di come l’Italia si sia svelata attraverso e nonostante le immagini delle sue rappresentazioni ufficiali.


Nel racconto di questo autoritratto della nazione, "LUCE-L'immaginario italiano" è concepita come un flusso continuo di immagini. 
Il percorso parte dal concetto e dalla forma di "strip": grandi pannelli organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui sono proiettate speciali videoinstallazioni (montaggi realizzati ad hoc) di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce.
Accanto ai filmati, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. 


Una serie di parole-chiave lega l'itinerario. Si va così dagli anni '20 di città/campagna, ai '30 di autarchia, uomo nuovo, architettura, censura e propaganda. 
Si arriva a Guerra e rinascita, Cassino (icona della brutalità distruttiva delle guerre), vincitori e vinti (con sequenze poco conosciute e straordinarie, anche a colori, dell’ingresso degli alleati non solo a Roma, ma anche nelle profondità del Paese), modernità/arretratezza (un parallelo significativo di immagini dell’Italia anni ‘60), giovani, economia, corpi politici, neotelevisione, e tante altre.


Alcune speciali "camere" mostrano aspetti specifici e suggestivi: la "camera delle meraviglie" è un omaggio ai viaggi per il mondo compiuti dagli operatori Luce; la "camera del Duce" disegna un'antologia delle retoriche e dei silenzi di Mussolini ed è contrapposta alla "stanza del Paese reale", un commovente viaggio nei volti degli italiani negli anni ’30. 
L’ultimo spazio dell’esposizione è infine interamente dedicato al Cinema: con centinaia di foto di registi, attori, set ed una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

RIFERIMENTI DA:

venerdì 30 maggio 2014

"La Prima Guerra Mondiale": per i 100 anni, la mostra al Vittoriano


Partono dal complesso del Vittoriano, con l'inaugurazione della mostra "La Prima Guerra Mondiale 1914-1918 Materiali e fonti" (a Roma dal 31 maggio al 30 luglio), le celebrazioni per i 100 anni della Grande Guerra.  
Foto, filmati, contributi audio (la voce di Cadorna e Diaz), documenti d’epoca - in parte inediti - e un'app per "Teatri di guerra. Fotografie di Luca Campigotto", rievocano la vita nelle trincee, i campi di prigionia, le dichiarazioni ufficiali, gli ordini di esecuzioni e le sentenze dei tribunali militari. 


La mostra ricorda i 74 milioni di soldati che parteciparono al conflitto, i 470 mila che furono processati per renitenza alla leva ed  i 9 milioni di caduti.
Ma l'esposizione dedica anche significativi approfondimenti a quanto capillare e trasversale fu all'epoca la partecipazione ed al ruolo rilevante degli intellettuali (non solo italiani): da Gabriele D’Annunzio a Marinetti, da Thomas Mann a Rilke.
Un lungo percorso espositivo, curato dall'Istituto per la Storia del Risorgimento insieme con l'Istituto per il Catalogo Unico, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, la Biblioteca Nazionale di Firenze, l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e Cinecittà Luce.


La commemorazione della Grande Guerra coinvolgerà per tre anni tutte le regioni d'Italia. Dal 2015 entrerà nelle scuole con un progetto educativo nazionale e fin da subito avvierà il restauro di 100 monumenti (al vaglio delle sovrintendenze) legati al primo conflitto mondiale.


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http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2014/05/30/al-via-celebrazioni-della-grande-guerra_5a383ee0-544a-4988-8f4d-1c1364182364.html

domenica 16 febbraio 2014

A Roma i capolavori del Musée d'Orsey.


Dal 22 febbraio all’8 giugno il Complesso del Vittoriano presenta la grande mostra “Musée d’Orsay. Capolavori”. 
L’esposizione porta a Roma 70 opere realizzate tra il 1848 e il 1914 dai grandi maestri francesi, come Van Gogh, Manet, Gauguin, Monet, Degas, Sisley, Pissarro, Corot e molti altri,  in un percorso artistico che va dalla pittura accademica dei "Salon", alla rivoluzione impressionista, per approdare alle soluzioni formali dei nabis e dei simbolisti. 
La mostra è articolata in cinque sezioni.
La prima è incentrata sull’arte dei Salon, nucleo originario della collezione; la seconda illustra il rinnovamento della pittura di paesaggio ad opera della Scuola di Barbizon, che apre la strada allo studio impressionista della natura.


Si passa quindi la sezione dedicata alla modernità ritratta dagli impressionisti, che conferirono dignità di genere a balli, scene di vita in società e scorci di vita privata; infine l’evolversi del linguaggio pittorico post impressionista: la pittura Simbolista, il sintetismo di Gauguin, la bidimensionalità dei Nabis, fino ad arrivare alle avanguardie del XX secolo.


La rassegna è stata curata da Guy Cogeval e da Xavier ReyLa, che nella selezione dei dipinti hanno anche voluto rendere conto non solo della storia delle avanguardie e della modernità nella pittura, ma anche offrire ai visitatori un inedito racconto del Museo d'Orsay, ex stazione ferroviaria nel cuore della ville lumiere diventato una delle maggiori istituzioni mondiali dell'arte, illustrando la costruzione dell'edificio per l'Esposizione Universale del 1900 e le trasformazioni successive.

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http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2014/02/09/Monet-Van-Gogh-capolavori-Orsay-_10042745.html?idPhoto=1

lunedì 1 aprile 2013

"Cubisti Cubismo" a Roma


La rivoluzione cubista arriva a Roma in una grande mostra allestita al Vittoriano fino al 23 giugno. 
Da Picasso a Leger, da Braque a Severini,  l'esposizione "Cubisti Cubismo" presenta oltre 200 opere tra oli, disegni, sculture, filmati, oggetti di design, costumi e documenti che illustreranno al grande pubblico la forza di rottura del movimento - creato da Picasso e Braque in Francia tra il 1907 e il 1914 - capace di influenzare la cultura di un'epoca.
La rassegna presenta (tra le altre) opere degli spagnoli Pablo Picasso e Juan Gris; dei francesi Georges Braque, Fernand Leger, Albert Gleizes; del pittore americano Marsden Hartley, della russa Natalia Goncharova; degli italiani Gino Severini e Ardengo Soffici; dell'artista messicano Diego Rivera; degli inglesi Wyndham Lewis, Vanessa Bell. 

L'esposizione vanta la collaborazione e il supporto di numerosi musei di grande prestigio, tra i quali la Tate, il Victoria and Albert Museum e la Courtauld Gallery di Londra, lo State Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington e la Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation di New York, il Philadelphia Museum of Art di Philadelphia, la Fundacio'n Coleccio'n Thyssen-Bornemisza di Madrid. Esposti anche capolavori di importanti gallerie e collezioni private.


TI POTREBBE INTERESSARE:
http://www.romainunclick.it/arte-cultura/item/2417-cubisti-cubismo-al-vittoriano
RIFERIMENTI DA:
http://www.beniculturali.it