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domenica 19 febbraio 2017

A Pompei "Il corpo del reato". Mostra all'Antiquarium degli scavi.

Fino al 27 agosto, all'Antiquarium di Pompei, un inedito “bottino” di oggetti sequestrati a partire dagli anni ’60 ed ora svincolati e resi disponibili al pubblico: circa 170 reperti (ceramiche, crateri, statue, depositi votivi, falsi archeologici ecc.) dal VI secolo, all'età romana.
Il Corpo del reato” è una testimonianza della grande razzia subita dal patrimonio culturale italiano. Una lunga e massiccia stagione di saccheggio a cui le Forze dell’Ordine hanno posto un freno con un’importante azione di salvaguardia arrivando a sequestrare oltre 800 mila reperti, una cifra che dobbiamo immaginare comunque inferiore rispetto alla quantità di opere depredate nel tempo.
Una parte dell'esposizione è dedicata ai "falsi". Le prime descrizioni dei tanti trucchi con i quali i falsari riuscivano a gabbare l’ingenuità dei compratori risalgono all’antichità: lo scrittore Fedro, a proposito dei falsi d’arte, denunciò che "alcuni artisti suoi contemporanei (nella prima metà del I sec. d.C.) ottenevano guadagni più alti per le loro opere se sul marmo scolpivano il nome di Prassitele e sull’argento cesellato quello di Mirone".
Ultimamente si è calcolato che per circa due terzi, i reperti archeologici messi sul mercato dai trafficanti, sono falsi.

Riferimenti da: Soprintendenza Pompei - Comunicato Stampa  

sabato 21 maggio 2016

Igor Mitoraj: 30 sculture in mostra a Pompei

30 monumentali sculture dell’artista Igor Mitoraj trovano collocazione nell'area archeologica di Pompei: è la straordinaria mostra postuma dell’artista polacco - ma italiano d’adozione - che resterà visibile fino a gennaio 2017.
Maestose sculture in bronzo - ispirate all'iconologia classica - sono state distribuite nei luoghi più significativi di Pompei, dal Foro alla Basilica, dal Quadriportico dei Teatri alla via dell'Abbondanza, con gli imponenti personaggi mitologici che si confrontano con le architetture più note: Dedalo con il Tempio di Venere, il Centauro nel Foro, il Centurione nelle Terme Stabiane, Ikaro alato nel Foro triangolare.
Archeologia e contemporaneità finiscono con il fondersi e con-fondersi, senza mai sopraffarsi l’un l’altra, instaurando un legame dialettico armonioso che evidenzia e valorizza tanto la solennità storica degli scavi quanto le figure del maestro polacco.
"Dei ed eroi mitologici popolano le strade e le piazze della città sepolta dal Vesuvio, emergendo come sogni dalle rovine " - ha dichiarato Massimo Osanna, Direttore Generale della Soprintendenza Pompei - "le opere di Mitoraj ci ricordano, nella loro immanenza, il valore profondo della classicità nella cultura contemporanea. A Pompei, come scrive Théophile Gautier nel 1852, «due passi separano la vita antica dalla vita moderna»".

Riferimenti e foto da:

sabato 18 ottobre 2014

"Mawangdui: Arte e vita nella Cina del II secolo a.C." in mostra a Roma


Fino al 16 febbraio 2015 nelle sale del Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia a Roma la mostra "Le leggendarie tombe di Mawangdui. Arte e vita nella Cina del II secolo a.C.". 
L'esposizione racconta l’epoca della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) attraverso i tesori provenienti dalle tombe rinvenute a Mawangdui e custoditi dal Museo provinciale dello Hunan, una delle istituzioni più importanti del sistema museale cinese.
In mostra saranno esposti 76 pezzi di inestimabile valore, tra cui lacche, manufatti tessili, manoscritti e dipinti su seta. L’esposizione consente di far riemergere un’antica civiltà attraverso una grande scoperta archeologica, riflettendo l’essenza stessa di un popolo che già all’epoca veniva riconosciuto come “il Paese della seta e delle porcellane”.


Il rinvenimento delle tombe di epoca Han a Mawangdui, nella città di Changsha (capoluogo dell’attuale provincia dello Hunan, nella Cina meridionale), rappresenta una delle grandi scoperte avvenute nel XX secolo in Cina.
Tra il 1972 e il 1974 gli archeologi cinesi portarono alla luce un insieme di sepolture appartenenti alla famiglia di Li Cang, Marchese di Dai e primo ministro dello Stato di Changsha.
Una scoperta che ebbe inizio in maniera del tutto fortuita, in seguito ad una serie di scavi realizzati per un rifugio sotterraneo e grazie al manifestarsi di cosiddetti “fuochi fatui”.


Le opere esposte ricompongono l’universo privato di una famiglia aristocratica dell’epoca; tra questi, spiccano le sete raffinatissime ed eleganti (come il tessuto di mussola variopinto stampato con motivo decorativo fitomorfo), dimostrazione unica dei risultati raggiunti nella manifattura tessile e ricordati perfino da Plinio il Vecchio, che li descrive come “tessuti di provenienza celeste”. Ma oltre a ricostruire uno spaccato di vita quotidiana, attraverso contenitori, specchi in bronzo, pettini in legno, pinzette in osso e altri materiali, i reperti in mostra rimandano l’eco di una realtà storica e filosofico-religiosa straordinaria.


RIFERIMENTI DA: 

sabato 14 giugno 2014

A Rimini il XVI Festival del Mondo Antico


"Un ponte oltre gli imperi. 14-2014 duemila anni di storia" è il titolo della XVI edizione di Antico/Presente, che si svolgerà a Rimini dal 20 al 22 giugno.
Al centro di questa edizione, un simbolo per la città: il ponte sul fiume Marecchia, costruito per volontà di Augusto nel 14 d.C. (anno della sua morte) e terminato dal successore Tiberio. 
Completano lo scenario - di un territorio ricco di testimonianze - l'Arco della città (sempre di età augustea) e il complesso archeologico della ''domus del chirurgo''.
La manifestazione, partendo dall'indagine sul rapporto fra cultura e potere nell'Impero - con uno sguardo alla contemporaneità degli imperi del XXI secolo - spazierà dall'archeologia alla storia, dall'arte alla letteratura, passando per l'enogastronomia e privilegiando la forma del dialogo e del confronto.
L'archeologa Maria Grazia Maioli darà voce ad alcune delle opere del Museo della Città e tornerà il "Piccolo mondo antico Festival" dedicato a bambini e ragazzi.


Ad inaugurare questa XVI edizione - venerdì 20 giugno - sarà Tomaso Montanari dell'Università "Federico II" di Napoli, con una lectio magistralis sul rapporto fra potere e patrimonio artistico.
Il Festival offrirà inoltre l’occasione per portare a Rimini l’esposizione documentaria “Nel nome di Cesare Ottaviano Augusto. Quattro città unite da quattro archi. Susa Aosta Rimini Fano”, un progetto della Città di Susa che ha consegnato, oltre alla mostra, una pregevole pubblicazione.

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