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Visualizzazione post con etichetta disegni. Mostra tutti i post
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venerdì 7 aprile 2017

Escher in mostra a Catania

"Escher" approda a Catania: oltre 140 opere del genio olandese saranno in mostra a Palazzo della Cultura fino al 17 settembre.
Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938), sono solo alcune delle opere iconiche di Maurits Cornelis Escher (1898-1972) presentate a Catania , città in cui l’artista giunse - l’ultima volta - nel maggio del 1936 nel suo ideale Grand Tour nella penisola.
Alle opere emblematiche e ormai presenti nell'immaginario collettivo, è affiancata un’inedita selezione di opere prodotte da Escher durante i vari soggiorni in Sicilia avvenuti tra il 1928 e il 1936.
Sull'isola Escher produsse numerose opere grafiche ritraendo città e paesi noti, ma ciò che fortemente lo appassionava era la ricerca di luoghi ‘eccentrici’, solitari e sperduti, scorci e suggestioni che, prima fissate nei disegni, poi si trasformavano in incisioni, soprattutto xilografie e litografie: così le colonne e i prospetti degli antichi templi greci della Sicilia occidentale (Tempio di Segesta, Sicilia, 1932); le “cartoline” di litorali come in Catania (1936) dove la città è vista dal porto con barche a vela appena ormeggiate; i chiostri delle più ricche Basiliche (come nel vero e proprio virtuosismo incisorio del Chiostro di Monreale, Sicilia, 1932); le vedute aeree (Cattedrale di Cefalù, 1938). Studia inoltre l’irrompere del disordine della natura realizzando una serie di litografie che hanno per soggetto l’Etna (Colata di lava del 1928 dal monte Etna, 1933) che ritrae da diverse angolature e da visuali di paesi vicini che lo circondano.
Grazie all'audioguida concessa gratuitamente ai visitatori, la mostra offre la possibilità di esplorare mondi simultanei costruiti con elementi percettivi bidimensionali e tridimensionali, assemblati da leggi matematiche e geometriche caratteristiche della sua arte. 
Diverse le metodologie di fruizione come esperimenti scientifici o supporti didattici che accompagnano i visitatori di ogni età aiutandoli a comprendere la dimensione artistica di un artista poliedrico e geniale che ha sempre goduto di enorme popolarità.
A Escher, artista sui generis che amava dire “lo stupore è il sale della terra”, si deve il merito di aver amplificato le possibilità immaginative della grafica e aver donato lo stupore, appunto, a tutti coloro che hanno osservato e osservano la sua opera dove tutto è connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa.

Riferimenti da: 

mercoledì 8 febbraio 2017

Leonardo e il Volo. Il Codice originale ed un’esperienza in 3D a Roma

 
Per la prima volta a Roma - ai Musei Capitolini fino al 17 aprile 2017 - il “Codice sul volo degli uccelli”, il manoscritto dove Leonardo scrisse e illustrò i suoi studi sul volo, elaborando una vera e propria scienza, attraverso la quale progettò le sue macchine volanti.
Il codice leonardesco è composto da 18 carte e due copertine. Oltre alle osservazioni sul volo degli uccelli, le sue pagine contengono spiegazioni su come coniare medaglie e preparare i colori. Le pagine scritte sono accompagnate da un insieme di accurati disegni: volatili (il nibbio è l’uccello più rappresentato), figure geometriche, disegni meccanici e architettonici.
Il Codice è esposto in un clima box appositamente realizzato che, mantenendo la corretta conservazione, consente tuttavia ai visitatori di ammirarlo nella sua completezza. Le apparecchiature multimediali touchscreen permettono di “sfogliarlo” e "navigarlo" virtualmente, in alta risoluzione e di “leggerlo” grazie alla trascrizione in italiano e in inglese. Arricchiscono l’esposizione alcune copie anastatiche del Codice (come la preziosa edizione francese di fine Ottocento) provenienti anch’esse dalla Biblioteca Reale di Torino.
L’Istituto TeCIP della Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa, partnership nell'organizzazione della mostra, ha messo a disposizione del pubblico contenuti multimediali appositamente realizzati per l’allestimento e immagini tridimensionali  (3D). Le immagini ad alto impatto emozionale accompagnano il visitatore, come in un viaggio, tra le geniali intuizioni del maestro toscano.
Accompagna l'esposizione anche una installazione dell'Agenzia Spaziale Italiana che ripercorre le maggiori tappe del volo umano e robotico nello spazio.

Curiosità sulle pagine del Codice: alla carta 10V sembra celarsi un autoritratto leonardesco. Fu il giornalista scientifico Piero Angela, in occasione di un’esposizione delle opere di Leonardo alla Reggia della Venaria Reale di Torino, ad evidenziarne la notevole somiglianza con il più famoso Autoritratto. 

Riferimenti da:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_483283038.html  

mercoledì 11 novembre 2015

"Seurat, Van Gogh, Mondrian". Il Post-Impressionismo in mostra a Verona

Fino al 13 marzo 2016 il Palazzo della Gran Guardia ospita la mostra "Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post-Impressionismo in Europa": 70 capolavori provenienti dal Museo Kroller Muller di Otterlo, tra cui il famoso Autoritratto di Van Gogh (1887), la Domenica a Port-en-Bessin di Seurat (1888), la nota La sala da pranzo di Signac (1886-87), e la Composizione con rosso, giallo e blu di Mondrian (1927).

Il “Post-impressionismo” nasce in Francia a partire dal 1886, caratterizzato dalla tecnica francese del pointillisme - detto anche divisionismo in Olanda e Belgio per via della composizione “divisa” del colore - dove il tratto sulla tela non è dato in maniera uniforme e tradizionale, ma ottenuto tramite puntini o trattini di colori diversi.
L'esposizione si apre proprio con “l’artista-chiave” del post-impressionismo, Georges Seurat
Pittore dalla vita breve (muore a soli 32 anni) e dallo stile raffinatissimo, mette a punto una complessa e rigorosa teoria scientifica sui rapporti tra luce e colore: il Pointillisme, inconfondibile tecnica pittorica basata su una fitta picchiettatura di punti di colore divisi e separati, che vengono “fusi insieme” dall’occhio di chi guarda. Il risultato è permeato di una straordinaria poesia, grazie anche alla pacata immagine del mondo che Seurat ci offre soprattutto nei paesaggi.
Accanto a Seurat, Paul Signac che dimostra come questa tecnica particolarissima di stesura del colore si presti non solo a indagare la natura, ma anche a rivelare emozioni nascoste, intimità dell’anima, segreti trattenuti. 
Al Palazzo della Gran Guardia di Verona l'imperdibile mostra "Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post Impressionismo in Europa" Eventi a Verona
La seconda sala mette in luce lo sviluppo internazionale del “colore diviso” e l’apertura verso nuovi soggetti e nuovi scenari attraverso le „tele di Henri Edmond Cross e „Theo Van Rysselberghe.“

Potrebbe interessarti:http://www.veronasera.it/eventi/mostre/anteprima-mostra-seaurat-mondrian-van-gogh-divisionismo-inaugurazione-28-ottobre-2015.html
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Al Palazzo della Gran Guardia di Verona l'imperdibile mostra "Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post Impressionismo in Europa" Eventi a Verona

La seconda sala mette in luce lo sviluppo internazionale del “colore diviso” e l’apertura verso nuovi soggetti e nuovi scenavi: ne sono un efficace esempio le tele di Henri Edmond Cross e del belga Theo Van Rysselberghe.

In questi stessi anni, in un’altra regione della Francia si consumava l'avventura umana di Vincent Van Gogh. Due esperienze parallele con esisti sorprendentemente opposti.
Attraverso un gruppo eccezionale di ben otto dipinti e due disegni di Van Gogh (tutti risalenti al periodo trascorso in Francia dal 1887 al 1890) la mostra mette a confronto la visione del mondo serena di Seurat con quella nevrotica di Vincent: capolavori appassionati come Il seminatore (1888) e il Paesaggio con fasci di grano e luna che sorge (1889) sono punti di partenza fondamentali per lo sviluppo dell’espressionismo europeo.


L’ultimo capitolo dell’esposizione è dedicato alla scelta radicale di Piet Mondrian, che negli anni della I Guerra Mondiale compie il passaggio all’astrattismo, suddividendo il campo della tela in riquadri di colore: cogliere la realtà immutabile delle cose, al di là del loro aspetto mutevole.
Sono in mostra quattro opere storiche, a partire dal 1913 quali Composizione n. II (1913), Composizione a colori B (1917), Composizione con griglia 5: losanga, composizione con colori (1919), Composizione con rosso, giallo e blu (1927).

riferimenti da:
http://www.ilpostimpressionismoineuropa.it/

domenica 18 gennaio 2015

"Leonardo": mostra al Palazzo Reale di Milano


Dal 15 aprile al 19 luglio, a Palazzo Reale, Milano dedica un'importantissima mostra a Leonardo da Vinci, il grande artista toscano che realizzò alcune delle sue opere più celebri proprio durante il soggiorno lombardo (dal 1482 fino al 1499) alla corte di Ludovico il Moro.
Creando un ideale collegamento con il capolavoro del Cenacolo, la mostra presenta al pubblico opere fondamentali del soggiorno milanese come il Ritratto di Musico della Pinacoteca Ambrosiana, cui si affiancano il San Gerolamo dei Musei Vaticani, la Scapigliata della Galleria Nazionale di Parma e la Madonna Dreyfuss del National Gallery di Washington.


La rassegna è inoltre arricchita dall'esposizione di oltre 100 disegni autografi, di alcuni modelli storici di macchine di sua invenzione (prestati dal Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e dalla possibilità di confronto con opere dei grandi maestri del Rinascimento italiano e internazionale, come Sandro Botticelli, Donato Bramante, Antonello da Messina, Girlandaio, Jan Van Eyck e Verrocchio.


Grazie ad un percorso organizzato in dodici sezioni ricostruiremo l'eccezionalità della vita e del talento di questo immenso artista, capace di destreggiarsi nell'ambito dell'ingegneria, della scenografia, della scienza. 
Un genio da sempre in grado di affascinare e di ispirare artisti di tutti i tempi, come testimonia la sezione conclusiva del percorso espositivo, dove la rilettura ironica di Marchel Duchamp e le rivisitazioni Pop di Andy Warhol ci confermano la nascita di un vero e proprio mito di Leonardo.
La mostra, curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, si presenta come la più grande e la più ricca mai organizzata in Italia. 

Riferimenti da:

sabato 1 marzo 2014

La scultura. Giacometti a Roma


Fino al 25 maggio, all’interno delle sale della Galleria Borghese, la mostra "Giacometti. La Scultura".
Curata da Anna Coliva (direttrice della Galleria Borghese) e da Christian Klemm (illustre studioso dell’opera e realizzatore delle monografie più importanti sull’artista), l'esposizione racconta (attraverso 40 opere) l'artista - visionario, onirico e surrealista - e la sua opera in dialogo con i capolavori presenti alla Galleria, per fornire un accurato panorama dei modi in cui è stato interpretato il concetto di "statua" nelle varie epoche storiche. 


Confrontare la tragicità della scultura moderna con la classicità del passato è dettata da una riflessione sulla poetica di Giacometti, fortemente emblematica di un secolo che ha visto grandi sconvolgimenti politici, storici e culturali.
Tra le opere esposte Femme qui marche II (1936, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia), Buste de Diego (1954, Centre Pompidou, Parigi) e Femme de Venise V (1956, Collezione Privata) e un interessante nucleo di disegni.


Ti potrebbe interessare:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_2098115590.html

sabato 16 febbraio 2013

"Canova. Il segno della Gloria." Disegni, dipinti e sculture


A Roma fino al 7 aprile, la sede espositiva di Palazzo Braschi ospita l’arte del celebre artista veneto, con disegni, dipinti e sculture.
Antonio Canova torna in mostra a Roma in un’esposizione che analizza il disegno dell’artista in tutte le sue fasi, fino a confrontarlo con l’opera di artisti contemporanei. 
Un viaggio intenso ed affascinate, che prende vita attraverso un ricco contributo di opere: 71 disegni, 9 acqueforti, 1 modello in terracotta e 3 in gesso, 3 calchi autografi, 2 marmi e 5 dipinti, di cui 4 a tempera e 1 ad olio. 

"Partire dal disegno per indagare il pensiero di Canova, i modi, le ragioni stilistiche e culturali che sono alla base delle sue realizzazioni in pittura e scultura". Così la curatrice della mostra - Giuliana Ericani - spiega le motivazioni che sono alla base dell’allestimento che individua due principali percorsi di lettura: il rapporto con la scultura antica delle collezioni romane e quello con i personaggi storici e della cultura del suo tempo. 
Del primo fanno parte i disegni per tre importanti opere realizzate: La Venere Italica, l’Ercole e Lica ed Il Creugante e Damosseno.
Del secondo i disegni per i monumenti e le sculture di famosi personaggi quali Paolina Borghese, Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d’Asburgo, Vittorio Alfieri, Orazio Nelson.

RIFERIMENTI DA:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_284036170.html