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domenica 30 dicembre 2012

Addio a Rita Levi Montalcini



"Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva; bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi."
                                             Rita Levi Montalcini (1909-2012)

sabato 15 dicembre 2012

Homo Sapiens. La grande storia della diversità umana


A Trento - al Museo delle Scienze - fino al 12 febbraio 2013 un'evento dove, per la prima volta, un gruppo internazionale di ricercatori (appartenenti a discipline molto diverse, come la genetica, la linguistica, l’antropologia, la paleoantropologia, la climatologia) ha cominciato a collegare i percorsi di un’antica storia che ha condotto la nostra specie a uscire - meno di 200 mila anni fa - da una piccola valle africana per colonizzare regione dopo regione l’intero pianeta e a diffondersi formando una grande varietà di popolazioni e di culture diverse.
Un approccio multidisciplinare e internazionale che si riflette sia nei contenuti della Mostra (curata da Luigi Luca Cavalli Sforza (già Prof. emerito di Genetica delle popolazioni e delle migrazioni all'Università di Stanford) e da Telmo Pievani) sia nella composizione del Comitato Scientifico e che offre per la prima volta al pubblico una visione d’insieme aggiornata delle ricerche sul campo e dei risultati raggiunti.
La Mostra segue un ordine cronologico di eventi e di situazioni, a partire dalla nascita del genere Homo e dalle prime tracce di nostri antenati camminatori, fino all'invenzione dell’agricoltura e alle espansioni umane recenti che precedono le epoche storiche, passando attraverso le svolte più drammatiche del popolamento umano. Il suo filo conduttore è lo spostamento, l’esplorazione, la dispersione degli umani in uno spazio ecologico instabile e frammentato. L’approdo è quello della forte unità storica e genetica dell’umanità, ma al contempo della sua proliferante produzione di diversità.

Si fonda, in ogni sezione, su un mix di diversi linguaggi espressivi e sulla commistione dei contenuti espositivi. Si possono ammirare decine di oggetti originali provenienti da ogni parte del mondo, tra i quali fossili, utensili, manufatti, opere d’arte, opere etnografiche, documenti antichissimi; i calchi ufficiali delle più importanti specie dell’albero dell’evoluzione umana, tra le quali per la prima volta "Lucy" ricostruita mentre cammina; ricostruzioni di scenari e di storie, con spettacolari modelli a scala reale di ominidi (l'ominide pigmeo indonesiano, l'Homo floresiensis e il cucciolo di Lagar Velho (che qualcuno ritiene un ibrido tra "sapiens" e Neanderthal) e anche di colossali animali estinti (il moa gigante dalla Nuova Zelanda, il celebre dodo e la tigre dai denti a sciabola delle Americhe).

Si trovano inoltre installazioni interattive (sull'inesistenza biologica delle distinzioni razziali, sulla comunanza genetica di tutti gli esseri viventi, un grande planisfero interattivo per ripercorrere le storie di geni, popoli e lingue), postazioni hands-on (sulle pitture rupestri e sulla lavorazione della pietra) ed installazioni immersive con proiezioni, video e foto (la prima camminata dell’umanità, a Laetoli (in Tanzania) 3,75 milioni di anni fa e l’incanto delle prime pitture rupestri nella grotta francese di Chauvet).


RIFERIMENTI DA:
http://www.homosapiens.net/

mercoledì 5 dicembre 2012

"Mille e una Cenerentola" ... a Roma


Roma - fino al 31 gennaio 2013 alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma - la mostra "Mille e una Cenerentola. Illustrazioni, adattamenti, oggetti consueti e desueti". 
E' organizzata in diverse sezioni, che coniugano profilo scientifico e dimensione divulgativa: trasformazioni testuali e visive di Cenerentola, Cenerentola in musica e Cenerentola interculturale. 
L'esposizione racchiude importanti pezzi del patrimonio culturale internazionale legato a Cenerentola: volumi pregiati e rari, manoscritti, costumi, bozzetti, marionette, pop up e altri oggetti che testimoniano e documentano la straordinaria diffusione del personaggio e le sue metamorfosi nello spazio e nel tempo.
Il percorso espositivo conduce dalle Cenerentole storiche della tradizione occidentale (Basile, Perrault, Grimm, Jacopo Ferretti) alle Cenerentole d’autore (Massimo Bontempelli, Carlo Chiaves, Antonio Rubino, etc.), dalle interpretazioni iconografiche della fiaba di grandi illustratori (Dorè, Dulac, Rackham, Luzzati, Roberto Innocenti, Bohdan Butenko, Pacovskà, etc.) alle reinterpretazioni e riscritture moderne (Gianni Rodari, Angela Carter, Roberto Piumini, Emma Dante).
L'esposizione comprende gli splendidi costumi del Teatro dell’Opera per la Cenerentola di Rossini e di Prokofiev e le marionette per Cenerentola provenienti dal Teatro Lalka di Varsavia, dalla Fondazione BIBIANA di Bratislava e dal Teatro Verde di Roma. 
Si passa poi dalle Cenerentole provenienti da varie parti del mondo (Giappone, Polonia, Russia, etc.) ai pop up di Kubasta ed agli antichi libri-teatro italiani e inglesi; dalla piccola collezione di scarpette del Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma alla scarpetta realizzata da Ferragamo per il film Ever After.   
Completano il percorso le proiezioni e montaggi multimediali creati dagli studenti dell’Università Sapienza di Roma.

RIFERIMENTI DA:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1961737947.html

domenica 11 novembre 2012

Milano presenta "Dracula e il mito dei vampiri"


Alla Triennale di Milano - dal 23 novembre 2012 al 24 marzo 2013 - la rassegna dedicata a una delle leggende più inquietanti e suggestive.
Nel 1897 Bram Stoker pubblica il romanzo “Dracula”: conoscere quello che è stato prima e quanto è stato prodotto dopo Bram Stoker, è uno degli intenti della mostra.
100 opere tra dipinti, incisioni, fotografie, documenti, oggetti storici, costumi di scena e film per analizzare la figura del vampiro per antonomasia: partendo dalla dimensione storica, attraverso la trasfigurazione letteraria, fino ad arrivare alla trasposizione cinematografica ed alle implicazioni sociologiche del mito di Dracula.

Tre le sezioni principali: “La realtà dietro il mito” - a cura di Margot Rauch, conservatrice del Kunsthistorisches Museum di Vienna - da cui provengono una serie di eccezionali documenti storici e opere tra le quali il primo ritratto di Vlad Tepes (figura storicamente esistita nel XV secolo); “Bram Stoker: Dracula” - in collaborazione con la Bram Stoker Estate - che propone una riflessione sul vampirismo nell'ambito letterario con particolare attenzione all'opera di Stoker approfondita attraverso taccuini e documenti del romanziere esposti per la prima volta in Italia;  “Morire di luce: il cinema e i vampiri” - a cura del critico cinematografico Gianni Canova - che attraverso manifesti originali e videoproiezioni ci immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo, dalle prime pellicole in bianco e nero degli inizi del Novecento fino alle saghe degli ultimi anni.

La mostra è arricchita, poi, da variazioni sul tema: la storia del costume (rivolta soprattutto alla donna vampiro ed alla donna "Vamp") e il “Design del Vampiro” (attraverso un racconto per immagini delle dimore e dei luoghi frequentati dal re della notte).

Completa il percorso uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax, con 18 disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina.


RIFERIMENTI DA:
http://www.triennale.it/en/exhibitions/next/2180-dracula-e-il-mito-dei-vampiri

domenica 28 ottobre 2012

"Dalla Russia all’Europa. Kandinsky a Pisa"


A Pisa, al Palazzo Blu la mostra "WASSILY KANDINSKY. Dalla Russia all’Europa".
Fino al 3 febbraio 2013, cinquanta opere appartenenti al periodo russo del padre dell’astrattismo - ascrivibile tra il 1901 e il 1921 - anno in cui abbandonò per sempre la Russia Sovietica, per accettare l’incarico offertogli da Walter Gropius di dividere con Paul Klee l’insegnamento al Bauhaus.
La rassegna presenta un Kandinsky inedito per l’Italia: dall'arte figurativa degli esordi, fino al periodo del "Cavaliere Azzurro" che diventerà l'emblema della liberazione dal passato ed un passaggio fondamentale verso le forme astratte.  
Le opere provengono dal Museo di Stato di San Pietroburgo e da altre importanti istituzioni pubbliche russe, dal Centre Pompidou di Parigi e da collezioni private. 

Ricostruiscono la storia e le origini della sua arte e saranno messi a confronto con i dipinti di altri membri dell’avanguardia tedesca e russa di inizio ‘900 (Gabriele Munter, Alexej Jawlensky, Marianne Werefkin e Arnold Schonberg) e con manufatti dell’arte popolare russa.

La mostra è ideata e curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo in collaborazione con Claudia Beltramo Ceppi.


RIFERIMENTI DA:
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1307436480.html

martedì 16 ottobre 2012

A Torino il "Salone del Gusto & Terra Madre"


"Usare la testa nelle scelte alimentari". Questo il filo conduttore della 9/a edizione del Salone del Gusto, che avrà come immagine simbolo la mela di Newton e come sintesi il tema "Cibi che cambiano il mondo".
L'evento, con oltre 1000 espositori, si terrà dal 25 al 29 ottobre al Lingotto Fiere ed è organizzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.  
In programma: Laboratori, Teatri del Gusto e Master of Food, Appuntamenti a Tavola nei migliori ristoranti del territorio, aree di ristorazione, conferenze e percorsi didattici per bambini e adulti.
Per la prima volta il Salone sarà una sola cosa (e completamente aperta al pubblico) con Terra Madre, l'incontro che riunisce le Comunità del cibo di tutto il pianeta.
''Le storie di chef, artigiani e comunità del cibo di 150 paesi - sottolinea Slow Food - dimostrano che possiamo fare qualcosa di buono per la nostra salute, l'ambiente ed il sistema produttivo, senza rinunciare al piacere del cibo e alla convivialità''. 
La ricchezza agroalimentare arriverà a Torino da ogni angolo del mondo, dai produttori riuniti nei Presidi tutelati da Slow Food e della Comunità del cibo raccolte nella rete mondiale creata nel 2004. 

Si potranno così scoprire le vecchie varietà di caffè di Lowero dell'Uganda o le fragole bianche di Purèn nel Cile o la pasta katta di Timbuctu e Gao in Mali.
Slow Food sottolinea inoltre che il crescente fenomeno del "land grabbing" (accaparramento dei terreni agricoli da parte di multinazionali e fondi sovrani di Stati stranieri) in Africa, Sud America, Asia, Australia ed Europa orientale, ''rafforza un modello basato sulla concentrazione delle proprietà e su monocolture intensive che impoverisce il suolo, cancella i sapori tradizionali, crea una dipendenza crescente da quattro colture (riso, mais, grano e soia''. 
Slow Food porrà anche l'accento sul rapporto tra cibo e cambiamenti climatici: secondo il Food Climate Research Network, il sistema agroalimentare è tra le prime cause di inquinamento e si calcola che l'Europa sia responsabile di un terzo delle emissioni di gas serra.


RIFERIMENTI DA: 
http://www.salonedelgusto.it/
http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/speciali/2012/10/15/Salone-Gusto-1-000-espositori-la-rivoluzione-cibo_7632677.html

sabato 22 settembre 2012

Picasso in mostra a Milano

A Milano oltre 200 opere tra dipinti, disegni, sculture e fotografie sono esposte dal 20 settembre al 13 febbraio 2013 a Palazzo Reale. 
Le opere provengono tutte dal Musée National Picasso di Parigi, dov’è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo.
L'esposizione è curata da Anne Baldassari - fra i più importanti studiosi dell'artista e curatrice proprio del Musée National Picasso di Parigi - e documenta l'intera carriera artistica in sezioni ordinate cronologicamente (dal 1900 al 1972), ma con momenti di approfondimento su alcuni temi di particolare significato.
Un confronto tra le tecniche e i mezzi espressivi utilizzati e un'evoluzione ininterrotta del linguaggio che procede parallela con la storia dell'arte del XX secolo: dagli esordi in Spagna ai primi contatti con l'ambiente artistico parigino, dal periodi "blu" e "rosa" alla sperimentazione cubista, dal "ritorno all'ordine" con la parentesi neoclassica alla metamorfosi stilistica degli anni '30, dalle opere di denuncia contro la dittatura franchista e la guerra fino all' ultima e sempre vitalissima stagione creativa.
Tra i tanti capolavori in mostra troviamo “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922),  "Nudo sdraiato" (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” (1937) e “La supplicante” (1937).

All'interno del percorso espositivo, sarà presente anche la documentazione sulla storica mostra su Picasso del 1953 (sempre al Palazzo Reale) quando, per la prima volta in Italia, venne esposta la grande tela di “Guernica” (1937) nella "Sala delle Cariatidi", che presentava ancora i segni dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. 
Lo stesso Picasso, in quella occasione, suggerì di lasciarla così, senza completarne i restauri, a perenne denuncia delle guerre. Il consiglio del grande artista fu accolto ed il salone è rimasto come allora.

RIFERIMENTI DA:
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/news/2012/09/13/Milano-200-capolavori-Picasso-_7469907.html