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domenica 2 marzo 2014

Appuntamento con ... l' "Oscar"


Grande attesa per l'86ª edizione della cerimonia degli Oscar, che si terrà questa notte al Dolby Theatre di Los Angeles. 

Ma la storia dell'Academy Award inizia il 16 maggio 1929, quando il presidente dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) Douglas Fairbanks e il direttore William C. DeMille, assegnarono - in un party privato per 270 invitati, nella Blossom Room del Roosevelt Hotel di Hollywood - le prime statuette per la produzione della stagione 1927-28.


Il nome ufficiale della statuetta dorata è Academy Award of Merit. Fu disegnata da Cedric Gibbons, realizzata in bronzo dallo scultore George Stanley, rivestita in oro a 10 carati da Alex Smith e raffigura un uomo con in mano una spada da crociato in piedi sulla bobina di un film.
Vi sono varie versioni su come venne coniato il nomignolo "Oscar". Secondo la più accreditata, esso originò da un'esclamazione di Margaret Herrick (un'impiegata all'Academy of Motion Picture Arts and Sciences) la quale, vedendo la statuetta sopra un tavolo, esclamò: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!»
Le categorie di premiazione (riflettendo i mutamenti espressivi e tecnici del cinema) avrebbero subito numerosi aggiustamenti nel corso degli anni. Anche il procedimento per la designazione dei candidati e dei vincitori stabilito nella prima edizione sarebbe stato presto sostituito.


Resta comunque il giudizio professionale "tra pari", che costituisce proprio il principio ispiratore del premio. Venne enunciato per la prima volta alla cerimonia della seconda edizione, dall'allora presidente dell'Academy, W.C. DeMille.
Oggi la statuetta è placcata in oro 24 carati (ma durante gli anni della II guerra mondiale è stata di gesso dipinto), è alta 35 centimetri e ha un valore commerciale (circa 300$); i vincitori sono invitati a non venderla; tutt'al più, restituirla all'Academy.
Alcune statuette sono però finite sul mercato: nel 2001 Steven Spielberg ha acquistato l'Oscar di Bette Davis per 578 mila dollari e l'ha restituito all'Accademy e Michael Jackson nel 1999 ha pagato oltre un milione di dollari per l'Oscar di David O. Selznick vinto per "Via col vento".

sabato 1 marzo 2014

La scultura. Giacometti a Roma


Fino al 25 maggio, all’interno delle sale della Galleria Borghese, la mostra "Giacometti. La Scultura".
Curata da Anna Coliva (direttrice della Galleria Borghese) e da Christian Klemm (illustre studioso dell’opera e realizzatore delle monografie più importanti sull’artista), l'esposizione racconta (attraverso 40 opere) l'artista - visionario, onirico e surrealista - e la sua opera in dialogo con i capolavori presenti alla Galleria, per fornire un accurato panorama dei modi in cui è stato interpretato il concetto di "statua" nelle varie epoche storiche. 


Confrontare la tragicità della scultura moderna con la classicità del passato è dettata da una riflessione sulla poetica di Giacometti, fortemente emblematica di un secolo che ha visto grandi sconvolgimenti politici, storici e culturali.
Tra le opere esposte Femme qui marche II (1936, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia), Buste de Diego (1954, Centre Pompidou, Parigi) e Femme de Venise V (1956, Collezione Privata) e un interessante nucleo di disegni.


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http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_2098115590.html

domenica 16 febbraio 2014

A Roma i capolavori del Musée d'Orsey.


Dal 22 febbraio all’8 giugno il Complesso del Vittoriano presenta la grande mostra “Musée d’Orsay. Capolavori”. 
L’esposizione porta a Roma 70 opere realizzate tra il 1848 e il 1914 dai grandi maestri francesi, come Van Gogh, ManetGauguin, Monet, Degas, Sisley, Pissarro, Corot e molti altri,  in un percorso artistico che va dalla pittura accademica dei "Salon", alla rivoluzione impressionista, per approdare alle soluzioni formali dei nabis e dei simbolisti. 
La mostra è articolata in cinque sezioni.
La prima è incentrata sull’arte dei Salon, nucleo originario della collezione; la seconda illustra il rinnovamento della pittura di paesaggio ad opera della Scuola di Barbizon, che apre la strada allo studio impressionista della natura.


Si passa quindi la sezione dedicata alla modernità ritratta dagli impressionisti, che conferirono dignità di genere a balli, scene di vita in società e scorci di vita privata; infine l’evolversi del linguaggio pittorico post impressionista: la pittura Simbolista, il sintetismo di Gauguin, la bidimensionalità dei Nabis, fino ad arrivare alle avanguardie del XX secolo.


La rassegna è stata curata da Guy Cogeval e da Xavier ReyLa, che nella selezione dei dipinti hanno anche voluto rendere conto non solo della storia delle avanguardie e della modernità nella pittura, ma anche offrire ai visitatori un inedito racconto del Museo d'Orsay, ex stazione ferroviaria nel cuore della ville lumiere diventato una delle maggiori istituzioni mondiali dell'arte, illustrando la costruzione dell'edificio per l'Esposizione Universale del 1900 e le trasformazioni successive.

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http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2014/02/09/Monet-Van-Gogh-capolavori-Orsay-_10042745.html?idPhoto=1

lunedì 3 febbraio 2014

Frida Kahlo in mostra a Roma


Alle Scuderie del Quirinale - dal 20 marzo al 31 agosto - una grande mostra dedicata a Frida Kahlo (1907-1954), simbolo dell'avanguardia artistica e dell'esuberanza della cultura messicana del Novecento.
I suoi dipinti non sono soltanto lo specchio della sua vicenda biografica (segnata a fuoco dal terribile incidente in cui fu coinvolta all'età di 17 anni). La sua arte si fonde con la storia e lo spirito del mondo a lei contemporaneo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali che portarono alla Rivoluzione messicana e che ad essa seguirono.
La mostra intende riunire capolavori assoluti provenienti dai principali nuclei collezionistici, opere chiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti ed Europa. 

Completa il progetto una selezione dei ritratti fotografici dell'artista, indispensabile complemento all'arte di Frida Kahlo sotto il profilo della codificazione iconografica del personaggio.
Se infatti la mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, è il tema dell'autorappresentazione a prevalere in questo progetto di mostra.

Riferimenti da:
https://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-frida-kahlo

sabato 1 febbraio 2014

"La Ragazza con l'orecchino di perla". A Bologna il capolavoro di Vermeer


Dall'8 febbraio al 25 maggio Bologna ospiterà "La ragazza con l'orecchino di perla", il celebre dipinto del pittore olandese Johannes Vermeer (1632-1675).
Sarà esposto a Palazzo Fava - insieme alle altre 37 opere provenienti dal Mauritshuis Museum de L'Aia - nella mostra collettiva "Il mito della Golden Age, da Vermeer a Rembrandt. Capolavori del Mauritshuis".
Un quadro riconosciuto come il più famoso e il più ammirato dopo la Gioconda, per il quale non occorre nemmeno nominare l’autore, poiché il suo titolo già dice tutto.
Commenta il curatore, Marco Goldin, : ''La ragazza non ha una storia, non è nè la figlia nè la servetta, é un volto che il pittore ha consegnato all'assoluto del tempo''.
Il dipinto, realizzato nel 1665, è in perfetto stato di conservazione in quanto è stato sottoposto a restauro nel 1998. Come sottolinea il curatore, ''si è trattato di un restauro di recupero perché l'intervento ottocentesco aveva lasciato il segno''. Il capolavoro è dunque perfettamente leggibile e anche grazie a uno speciale sistema di illuminazione, restituisce la magia di una pittura straordinaria capace di indagare le più profonde corde dell'animo umano.


E con "la Ragazza con l'orecchino di perla", molti altri capolavori: da Rembrandt a Hals, da Steen a Ter Borch e anche un secondo Vermeer.
Il progetto di questa mostra risale al 2011, ma (complice anche la chiusura per restauri ed ampliamento del museo olandese) solo a fine 2012 gli organizzatori sono riusciti a trovare una sede espositiva nazionale in grado di soddisfare le richieste di tutela, sicurezza e ricezione necessarie per l'evento.

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http://www.cittadarte.emilia-romagna.it/bologna/eventi/la-ragazza-con-l-orecchino-di-perla.html

venerdì 10 gennaio 2014

"Il potere dello sguardo": l'opera di Michelangelo ritratta da Aurelio Amendola


Firenze, Museo delle Cappelle Medicee
Fino al 15 marzo 2014, per quello che rappresenta il primo momento espositivo dell’anno in onore del maestro del Rinascimento - il prossimo 18 febbraio ricorrono infatti i 450 anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti - il fotografo d'arte Aurelio Amendola espone 23 fotografie in bianco e nero - tutte stampate in grandi dimensioni - raffiguranti le sculture della Sagrestia Nuova di San Lorenzo, il David e i Prigioni
Il percorso espositivo presenta un primo gruppo di 15 immagini nella parte centrale della Cripta delle Cappelle Medicee, un secondo gruppo (quattro bellissime immagini del David) è collocato nella tribunetta di destra dove si trovano le sepolture di Cosimo I de’ Medici e di alcuni suoi familiari, mentre una terza sezione, con due fotografie dei Prigioni, è nella tribunetta opposta, dove riposano Ferdinando I, la moglie e due figli.

Inoltre, due grandi immagini sono esposte nella Cappellina di destra della Sagrestia Nuova e raffigurano alcuni particolari dei disegni murali presenti nella “stanza segreta” dove si crede Michelangelo si nascondesse per qualche tempo durante l’assedio di Firenze, nel 1530. Insieme a queste, il Coronamento metallico (disegnato dallo stesso Michelangelo) che una volta si trovava nella parte superiore della lanterna, sopra la stessa Sagrestia.
Scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nel testo introduttivo alla mostra: "...Toccare con gli occhi, ecco una prima seppur confusamente espressa sensazione che le fotografie di Amendola mi suggeriscono, nel guardarle e riguardarle ogni volta come se fosse la prima”.

RIFERIMENTI DA: